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Una delle grandi strategie di sopravvivenza in una Ridente Multinazionale qualsiasi è contare sul numero. E' scientificamente dimostrato che gli esseri umani, di entrambi i cinque sessi a oggi conosciuti, se agglomerati in gruppi, si comportano più o meno come degli ovini. Più o meno perchè nessun essere umano ha dimostrato la capacità di produrre lana. I gruppi possono essere più o meno numerosi, eterogenei per razza, età e provenienza. La folla, insomma, è un grosso animale impazzito. Quale miglior ambito di una grande, invadente, multicolore, multinazionale? Tra i pallidi corridoi di linoleum, scorrendo le centinaia di porte che si aprono su loculi e sale riunioni, attraverso il dedalo di scale secondarie dove proliferano leggende metropolitane e amori clandestini, in questo contesto urbano decisamente singolare si annida, avvolta dalla routine quotidiana, una piccola folla. Che non può mai dimostrare di essere animale stupido e incotrollabile, perchè saggiamente tenuta in piccole frazioni. In queste piccole frazioni, in questi anonimi gruppetti, in questi sospetti agglomerati di sottoposti è solito insinuarsi il Gatto Mammone, un comunissimo battere che attacca i tessuti più deboli aggrappandosi al lavoro degli altri. Il Gatto Mammone vive alle spalle dei colleghi, partecipa a riunioni, conduce amabili presentazioni, svolge le sue mansioni al minimo, timbrando il cartellino con un'ossessione svizzera e una metodicità anglosassone. Il battere può convivere con il quotidiano e rutilante incedere della Ridente Multinazionale, ed è quindi lasciato proliferare anche perchè tiene lontani virus e agenti patogeni peggori come il Sindacalista Comune e il mortale Agitatore Sesantottino (microbo in estinzione, evolutosi grazie agli OGM in "Operaio Forzista" o anche Silvius Adorantes). Il problema diviene fastidioso quando il Gatto Mammone occupa dei ruoli che prevedono delle azioni rapide. La sua indole, da grasso gatto domestico, non gli permette di predere nessuna decisione se non quella di soffiare quando si sente minacciato. Il mio Gatto Mammone preferito è uno dei nostri IT Manager, gentilmente inviato due volte la settimana in perlustrazione negli uffici. Tra le sue funzioni quotidiane c'è la diretta assistenza per problemi, piccoli o grandi, legati all'uso delle infernali macchine calcolatrici. Adora vestire con camicie aderenti a grandi quadri, come i rappresentanti di saldatori a caldo, e ama molto incedere con passo lento, quasi a sottolineare la sua natura di Gatto Mammone. Come la maggior parte dei tecnici pc, ignora la soluzione ai più comuni problemi che si possono manifestare su una macchina, ma abusando di termini tecnici spesso inventati riesce a prendere tempo, dileguandosi verso un altro ufficio. Può contare su una diffusa ignoranza,e anni di esperienza gli hanno insegnato a distinguere i vari livelli di preparazione. Tempo fa è sparito Power Point dal desktop, forse nascosto dietro la collina di Windows. Ad alcuni ha precisato che "i nani che ci sono dentro il computer sono in sciopero", ad altri ha detto "che un problema di login può spesso causare questi innoqui eventi" ad altri ancora ha sottolineato "che l'effetipi è configurato su un ruuuter che ha un ipi derivato da una sorgente linux che si appropria dei codici del oesse se non sono upscaling". Cronologicamente, c'è stato un periodo in cui credevo nel suo ruolo, e scrivevo accorati appelli perchè mi fosse dato un mouse non satanista (il mio primo mouse era posseduto e andava in giro da solo sullo schermo, senza muoversi sul tavolo, talvolta cliccando su icone e pagine a suo piacimento). Poi ho chiesto una tastiera in cui funzionasse la elle, in agitazione sindacale per via della mia preferenza alla sua vicina, la kappa. Poi, in una anonima sala riunioni californiana, ci fu il black out del piccolo portatile, la cui batteria cinese non ha più superato i sei minuti di attività. Robetta, insomma, per un genio delle reti e dei cablaggi strutturati, la cui partita Iva sopravvive grazie a anni di sapiente e camaleontica vita. Ma oggi, quando aprendo la mia mail ho scoperto di essere Anita Walser e di avere nella mia rubrica Jonas, Jilde, Edwin, Guy e altri settecento sconosciuti, ho sentito forte il bisogno di una risposta, di qualcuno che mi aiutasse, di un agile e giovane promessa dell'accatipislashslash che mi tirasse fuori da questo merdaio. E allora ho scritto al suo Capo, perchè la speranza è l'ultima a morire.
from:anita.walser@ridentemultinazionale.com to: capotecnico@ridentemultinazionale.com Gentile Capo, sono Franz, ma come vedi qualcosa non funziona sul mio picì. Puoi aiutarmi? from:capotecnico@ridentemultinazionale.com to:anita.walser@ridentemultinazionale.com Gentile Anita, sono grato della richiesta, ma l'ufficio di sua competenza è quello di Dusseldorf, che ci legge in copia. Complimenti per l'italiano perfetto! Aspetto con fremito che arrivi la sera, perchè solo il rhum può cancellare certe ferite
